A.S. 1933/34: quattro colleghe di classe seconda

Quattro colleghe di seconda (A.S.1933/34)
a cura di Silvia Vincenzi

Nel 1923 la scuola italiana viene investita dalla riforma Gentile; il diario di classe, divenuto “giornale di classe”, acquista un ruolo centrale. L’ordinanza del 10 gennaio 1924, corollario della legge Gentile, elenca i documenti che i maestri debbono redigere: giornale di classe contenente le generalità degli alunni ed il profitto mensile, programma didattico, relazione finale, cronaca della scuola. In quest’ultima vengono annotati dall’insegnante i fatti salienti della classe e della scuola, ma anche gli avvenimenti degni di rilievo della vita civile e politica della nazione. In questo le cronache di classe sono molto simili, rilevano gli stessi accadimenti, iniziative,feste, differenziandosi per specifici eventi locali. Ogni insegnante però trasferisce nella cronaca accenti diversi, che denotano un personale modo di fare scuola, spesso lasciandosi andare a commenti sulla azione didattica o sulle difficoltà da affrontare.
Così la lettura casuale della cronaca di una classe seconda femminile del 1933/34, ha incuriosito la sottoscritta, e la ricerca è proseguita fino a trovare altre tre cronache significative dello stesso anno scolastico e della stessa classe seconda. Quell’anno le seconde femminili alla Garibaldi erano 6, ma le quattro cronache prese in esame sono le più interessanti per un confronto fra diversi stili di insegnamento e modalità di trasposizione delle vicende scolastiche di quegli anni.
Le quattro insegnanti prescelte per la ricerca hanno età diverse e differenti retaggi culturali e familiari, che le portano ad una narrazione personalizzata degli stessi fatti; tuttavia hanno una comune determinazione: portare a termine l’anno scolastico nel migliore dei modi, a prescindere dalle diverse situazioni di partenza in cui si trovano ad operare.

La più grande è l’insegnante Maria Savoia Parasporo, dal nome echeggiante la dinastia Savoia. È nata a Benevento il 24 giugno 1876. È sicuramente un’ insegnante collaudata. Forse per questo le viene assegnata la prima sezione, la A. La sua classe è composta da 48 alunne, di età compresa tra i 7 e gli 8 anni, una classe omogenea dal punto di vista anagrafico. Le condizioni economiche delle alunne sono però diverse: metà povere, metà agiate, come scrive la maestra, una sola alunna più grande delle altre, 12 anni, poverissima. Le alunne sono perlopiù residenti nella zona compresa tra piazza Re di Roma e Via Appia Nuova, in prossimità della scuola. La maestra Savoia Parasporo redige una cronaca estremamente attenta nel rilevare accadimenti relativi al regime fascista, sottolinea con enfasi e apprezzamento l’opera di fascistizzazione della scuola, arrivando a dire, al termine dell’anno scolastico, con soddisfazione: “Ho potuto vedere le mie fatiche coronate da felice successo sia didatticamente che fascisticamente; tutta la classe è composta di Piccole Italiane”.

Gaetana Adami, vedova Policastro, è nata a Cosenza il 29 maggio 1895. Le viene assegnata una classe di 41 alunne, la 2F, di età compresa tra gli 8 e i 9 anni, di condizione economica per metà discreta e per metà povera. Quasi tutte sono sue alunne dell’anno precedente, diligenti e volenterose, come tiene a sottolineare, e questo gioca a suo favore. Una nota di scontento da parte della maestra è l’aula che le è stata assegnata, piccola rispetto a quella delle colleghe. Non doveva essere un problema di poco conto, con una classe di 41 alunne!!! Nella sua cronaca traspare un sentimento di umanità: ricordando la 1°guerra mondiale riferisce con senso di rispetto e di partecipazione di due alunne che hanno avuto il padre combattente ed invalido. La cronaca è puntuale nel riportare le opere del regime fascista e gli eventi celebrativi, ma il tono è privo di eccessiva enfasi. Nella relazione finale vengono messe in evidenza le strategie e la metodologia didattica adottata, dando maggiore risalto ai risultati didattici raggiunti che non all’opera di fascistizzazione della scuola e si mostra orgogliosa di avere istituito una bibliotechina di classe a vantaggio delle sue alunne.

Adriana Durasco Radicchi, nata a Roma il 29 giugno 1897(?), si trova ad iniziare l’anno scolastico con una classe seconda composta da 46 alunne, tutte ripetenti, alcune da due anni, di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, quasi tutte di condizione poverissima, e residenti nella zona compresa tra Circonvallazione Appia e la Caffarella. Sarà forse a motivo di questa situazione difficoltosa dal punto di vista didattico che la cronaca dell’insegnante, seppure precisa, è sintetica ed asciutta, priva di esplicito compiacimento nei confronti del regime fascista e di fronzoli retorici, nel frontespizio del registro non compare nemmeno l’annotazione d’obbligo accanto all’anno scolastico: XII E. F.

Lina Trasatti Giammaria nasce a Roma il 1 marzo 1899. E’ la più giovane delle quattro insegnanti. L’anno scolastico non inizia per lei nel migliore dei modi: le viene affidata una classe di 51 alunne, dai 7 ai 10 anni, di cui almeno 15 provenienti da altre scuole. Molte di esse sono bisognose. Provengono per lo più dalla zona al di là della ferrovia, poco urbanizzata, spesso costellata di baracche. Di loro dice che “vengono a scuola sudicie e con i vestitini logori”. Alla maestra Trasatti viene imposto il turno pomeridiano che accetta a malincuore contando nel trasferimento a Pescara, città dove risiede la famiglia. Purtroppo il trasferimento non le viene accordato e all’insegnante non rimane che rimboccarsi le maniche per far fronte ad un difficile anno scolastico. La sua cronaca è molto lunga, piuttosto schietta e tesa a sottolineare aspetti concreti della vita scolastica. Talvolta compaiono riferimenti alla vita privata: la cronaca sembra diventare per lei una specie di diario cui confidare le vicissitudini di un anno molto impegnativo. Descrive in maniera particolareggiata le difficoltà dovute alla composizione della classe, molte alunne si aggiungono in corso d’anno scolastico, ma nella relazione finale si dice soddisfatta del lavoro svolto. Rileva in maniera schietta come le numerose ricorrenze civili e religiose limitino l’efficacia dell’azione didattica: troppi giorni di vacanza!
Seppure con accenti e modalità diverse le quattro colleghe raggiungono comunque un comune obiettivo: fare acquisire alla maggior parte delle loro alunne le abilità di base, oltre che renderle partecipi della vita scolastica e nazionale.

 

Documenti:

Cronaca maestra Gaetana Adami A.S. 1933/1934

Cronaca maestra Adriana Durasco A.S. 1933/1934

Cronaca maestra Maria Savoia Parasporo A.S. 1933/1934

Cronaca maestra Lina Trasatti A.S. 1933/1934