Educazione al gesto grafico. Laboratorio AGIF

In occasione della Giornata Mondiale della Scrittura a mano. 23 gennaio 2026

Personale scolastico

Docente

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Scriviamo mille cose. Continuamente. Appunti, pensieri, promemoria, post-it… matite, penne colorate, pennarelli, foglietti, agendine, diari. Scrivere ci sembra un gesto istintivo, spontaneo, immediato. Come respirare.

Poi arriva una tastiera. E rischia di toglierci una memoria. Memoria di un gesto che avevamo imparato, un gesto che era diventato naturale. E fermandoci un attimo a ragionare, ci sembra di aver perso molto altro, non solo la fluidità di una penna su carta. Ci sembra di aver perso l’abitudine ad “allungare”, a far entrare le nostre idee in un percorso circolare. Non abbiamo tempo, siamo intrappolati in movimenti confusi e veloci, in cui trovano spazio caratteri frenetici, parole smozzicate. Abbiamo perso il gusto del “tempo dedicato”, non sappiamo più riconoscere “la bellezza” di un segno.

Personalizziamo ogni cosa, matite e penne con gadget di ogni tipo, ma abbiamo dimenticato l’importanza della scoperta di una scrittura solo nostra che faciliti la costruzione del nostro sé, spesso a favore di un messaggio su tastiera, uguale per tutti, anonimo…

E allora? Ci arrendiamo? Non scriviamo più? Cancelliamo tutto? Rinunciamo?

No, perché scrivere a mano aiuta a pensare, ci mette davanti a quello che siamo.

Ma forse dobbiamo tornare a mettere a fuoco gesti, movimenti, restituire fluidità a ciò che spesso rimane impacciato. Dobbiamo reimparare. Come un bambino.

Facilissimo? Non proprio…

Per questo abbiamo chiamato l’Agif, Associazione italo-francese di Grafologia, per “lavorare” insieme ai bambini di classe prima, Scuola Primaria.

Per scrivere serve calma, spazio, tempo, un contesto. Solo così i pensieri fluiscono dalla penna al foglio. Pensiamo a una sedia, una matita, un foglio, è un attimo. Sembra ci voglia molto poco. Sembra.

Mettiamoci alla prova. Cominciamo dall’inizio. Partiamo dalla posizione in piedi. Respiriamo correttamente, “sciogliamo” le articolazioni. E poi… tracciamo cerchi nell’aria. Restiamo concentrati sul movimento delle braccia, delle mani, delle dita, scriviamo lettere in corsivo dentro cerchi che si aprono e si chiudono. E improvvisamente senti la grandezza di un gesto che coinvolge tutto il corpo, senti i tuoi pensieri danzare insieme alle lettere che tracci nell’aria.

Dopo aver ascoltato questa consapevolezza, proviamo a trasformare tutto in un gesto grafico. Ti accorgi che hai bisogno di ordine. Un tavolo, un banco, una sedia, una posizione, una matita. E scrivi sul foglio quello che hai… disegnato nell’aria. È una sensazione nuova. Tutto è nuovo e quasi ti commuove.

Abbiamo guadagnato tempo, abbiamo fatto una corsa tra le tante, abbiamo vinto sulla fretta, siamo arrivati tra i primi. Per tagliare quale traguardo, per raggiungere quale meta? Forse invece ci siamo solo allontanati da noi stessi. Abbiamo messo in “modalità off” la nostra capacità di collegare il pensiero con l’azione. Ma una strana inquietudine è rimasta. Quella non passa mai.

Quando abbiamo bisogno di scrivere, prima di decidere come farlo, ripensiamo alla poesia di quel gesto.

In piedi, connessi con l’infinito, protagonisti unici di mille pensieri e parole, che attraversano ponti di matite per atterrare su fogli e rimbalzare nella vita di tutti i giorni.

Esseri umani che, partendo da idee che diventano azioni, anche attraverso la scrittura a mano, si sostengono e collaborano per diventare e rimanere persone in continua ricerca di una strada da percorrere insieme.