APPUNTAMENTO CON LA STORIA

Riflessioni sul Convegno MANUALMENTE II edizione

Personale scolastico

Docente

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E poi capita che, mentre sei impegnato, nel tuo lavoro di insegnante, tra corsi, progetti, traguardi, obiettivi, preparazione e compilazione di mille lezioni e interventi vari, una scintilla di consapevolezza, come un grillo parlante, ti bussa sulla spalla e ti dice all’orecchio… “Ehi, ti ricordi? Hai un appuntamento con la storia… il tempo non dimentica, puntuale chiede il suo salario… ci sono 100 anni da festeggiare!” Improvvisamente riavvolgi il nastro, torni nel “qui e ora” e ti domandi… “Come festeggiare i 100 anni di una… signora che ha attraversato il passato? Ci sono! Possiamo ospitare un Convegno!”

Ed è per questo che l’11 ottobre 2025, in occasione dei 100 anni della scuola “Giuseppe Garibaldi”, il plesso di via Mondovì, ha ospitato il Convegno MANUALMENTE II EDIZIONE, organizzato dall’Agif, Associazione Italo-francese di Grafologia.

Molti gli insegnanti dell’Istituto IC “Via Ceneda” intervenuti, pronti a interrogarsi, insieme ai relatori del Convegno, sul Valore della Manualità nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, pronti a mettersi in gioco nei laboratori insieme agli educatori del gesto grafico.

Abbiamo ascoltato:

FEDERICO MAZZOTTA E MONICA RICCIARDI, presidente e vicepresidente, grafologi ed educatori del gesto grafico. Ci hanno ricordato l’importanza e l’urgenza di salvaguardare la scrittura a mano.

GIULIA PETRANGELI, psicologa dell’Educazione e dello Sviluppo, Dancer Counselor, esperta in arteterapia. Ci ha ricordato “l’urgenza di respirare”, di fermarci nel qui e ora. Ognuno di noi ha un “gesto danzante” che va trovato e protetto. Abbiamo riflettuto sul fatto che possiamo non essere perfetti, possiamo sbagliare, cancellare e ricominciare, possiamo passare “dal disagio all’agio”, ricercando il buonumore e “un posto” in cui sto bene, in cui trovo una libertà di movimento.

ANTONELLA FELIGETTI, psicoterapeuta, grafologa, perito grafogiudiziario. Presentando il suo corso di scrittura, ci ha fatto riflettere sul piacere di raccontarsi, sull’immagine di sé che scegliamo di condividere e sulla risposta che ci ritorna, evocata in chi ascolta. La scrittura diventa così focalizzazione del mondo interiore, consapevolezza di se’, connessione con noi stessi.

ANNA VOLPE, grafologa e docente di scrittura autobiografica. Ci ha “presentato” la scrittura come emozione. Ci ha fatto riflettere sul fatto che spesso non ci raccontiamo le cose per come sono andate davvero. E che per avere un contatto emotivo con la vita degli altri, è necessario prima amare la nostra vita, avere un contatto autentico con noi stessi.

CATERINA TEDESCHI, presidente di Albedo Studio Arte, laboratorio di arti grafiche e sperimentali. Insieme a lei abbiamo riflettuto sul segno come linguaggio dell’anima e specchio interiore.

Riflessioni piene di passione che arrivano con una forza che coinvolge chiunque.

E allora cominci a riflettere davvero sulla “potenza” della scrittura a mano, che si fa accompagnamento alla valorizzazione del bello, forma di autostima. E ti accorgi che il corsivo diventa una danza che trasporta sogni e progetti, che costruisce identità, è un gesto che esprime cura e che si lega in modo indissolubile con la memoria.

È riappropriarsi del tempo che non c’è, è essere presenti nel tempo della relazione.

È rendersi conto che ogni persona è anche la consapevolezza di quello che lega, di quello che connette, di quello che mette in gioco. È donare qualcosa di sé, è incidere parole nel quotidiano della persona che vogliamo raggiungere. È connessione con la parte profonda di ognuno di noi, è il pensiero che provo in quel momento, è ritrovare il coraggio di non censurare il flusso di coscienza che scaturisce dall’anima. È la consapevolezza di chi è presente nel tempo, trova la sua voce e decide di lasciare una traccia.

Ed è forse per questo che, a fine mattinata, entrando insieme ai partecipanti al Convegno, nell’Archivio Storico della “Garibaldi”, in aggiunta all’emozione di entrare a piccoli passi nella Storia, ci è sembrato di avvertire in modo assolutamente unico e nuovo, la presenza degli insegnanti che nei registri raccontavano le loro cronache e di tutti gli alunni che hanno costruito la loro storia nella storia di tutti.

Siamo ancora qui, grazie a questo Archivio, dopo cento anni a interrogarci su ciò che è stato.

E di noi, fra cento anni, quale traccia rimarrà?

 

Grazie alla Dirigente Scolastica

Grazie all’Agif

Grazie agli insegnanti intervenuti

Grazie alla “Garibaldi”